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a cura di Marco Reverberi Fi Hi AUDIO consigli, curiosità e riflessioni

si prega di NON scaricare e ripubblicare altrove le immagini qui riportate senza la dovuta autorizzazione del proprietario della foto, grazie



Meglio FLAC?


di Marco Reverberi (gen 2015)


FLAC è un formato open source di codificazione audio creato dall'organizzazione no-profit Xiph.Org Foundation, la stessa di VORBIS.

È uno dei formati che subiscono una elaborazione, ma “lossless”, ovvero senza perdita di informazioni dell'originale.

Partiamo dall'inizio.

Prendiamo la “profondità di bit” (16) e il “range di frequenza” (i campioni audio in un secondo). Secondo lo standard, al nostro orecchio ne sono necessari 44.100. (44.100 Hz).

La lossless, ovvero la codifica del file digitale ottenuto, garantisce il mantenimento di tutte le informazioni. Ma il suono e non la quantità di dati, il termini di qualità rimane davvero invariato?


Direi di sì, almeno per l'orecchio umano.


Va specificato che l'unico vero standard "lossless" al momento rimane il vecchio “WAV”.

Si tratta del vecchio formato Microsoft che mantiene perfettamente la qualità dell'originale ed ancora molto competitivo in termini d’uso e compatibilità.

Allora perché usare FLAC?

Per comodità di archiviazione, non per una differente qualità sonora.

Il formato WAV, essendo nato molti anni fa, non è stato implementato seguendo le necessità dei cambiamenti tecnici nel tempo, occupando di fatto molto spazio a parità di lunghezza di una traccia audio rispetto al formato FLAC ed inoltre il WAV a differenza del FLAC, non permette di inserire i comodi "TAG" all’interno del file.

FLAC risulta così un formato d'eccellenza per archiviare file musicali in alta qualità, tenendo conto che grazie alla tecnologia di encoding, la dimensione del file ottenuto in FLAC è comunque ridotta rispetto al formato WAV. Nient'altro.


FLAC

note tecniche (fonte: Wikipedia)


FLAC (Free Lossless Audio Codec) questo tipo di compressione open source non rimuove informazioni dal flusso audio, risultando quindi adatto sia all'ascolto con lettori di musica digitale, sia all'archiviazione su memorie di massa

FLAC è specificamente progettato per comprimere dati audio, diversamente dalla maggior parte degli algoritmi di compressione lossless generici, questo gli permette di raggiungere compressioni importanti, dell'ordine del 30-50% contro il 10-20% raggiunto da quelli tradizionali quando utilizzati per comprimere file audio.

Suddivisione in blocchi

 l'input audio viene diviso in più parti contigue, anche variabili in grandezza (su questo punto vi sono delle controversie, perché alcuni suggeriscono che anche i blocchi debbano rimanere fissi)

Compattamento del flusso multicanale

In questo step l'encoder FLAC si occupa di calcolare, nel caso di input stereo e surround, la media dei canali e la loro differenza. Il segnale a qualità migliore viene passato al processo successivo.

Previsione

Partendo dal primo blocco, avviene la previsione di quale possa essere il successivo con degli algoritmi matematici che tentano di ricostruire il segnale. In questo caso, verranno codificati solo i parametri, dato che gli algoritmi matematici devono essere presenti sia sull'encoder che sul decoder.

Codifica residua

La codifica residua permette a FLAC di essere effettivamente un codec lossless. Si codifica senza perdita tutta la parte di segnale che si differenzia dalla ricostruzione matematica di predizione, e viene incorporata nel file finale. Il guadagno si ha sul fatto che il segnale residuo, proprio per la scrematura matematica, sarà minore in bytes rispetto al corrispettivo WAV (PCM).


…provare per credere!

  Marco Reverberi

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FLAC: il formato del futuro?